Non sono le leggi di Murphy (che è solo un altro modo di chiamare la sfortuna) a farci credere di essere sempre nella fila più lenta, semmai quelle della matematica. Accade quasi sempre: al supermercato, ai tornelli dello stadio, nel traffico. La fastidiosa sensazione di aver sbagliato corsia, convinti che la gente in quelle accanto vada più veloce, è un problema comune. Spesso aggravato, quando si tenta di rimediare cambiando posizione, dal fatto che diventi improvvisamente più rapida la coda che abbiamo appena lasciato, e si paralizzi invece quella, fin lì promettente, in cui ci siamo spostati.

Inutile fare zigzag

In questa stagione estiva la questione si ripropone con maggiore frequenza nelle strade, per via del grande numero di persone che si mette in viaggio in macchina per raggiungere i luoghi delle vacanze. E in questi casi i cambi di corsia alla ricerca della via migliore per arrivare al traguardo possono anche creare pericoli e incidenti. Un recente articolo pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica The Conversation da Randa Herzallah, docente di matematica applicata all’Università di Warwick, conferma quello che in realtà gli scienziati hanno spiegato da tempo: zigzagare tra i veicoli alla ricerca del flusso più scorrevole è spesso puramente illusorio, e non ci fa risparmiare tempo. Ma c’è una speranza legata alle auto a guida automatica: se in futuro crescerà il loro utilizzo, potrebbero alleviare la congestione del traffico riducendo i cosiddetti “ingorghi fantasma”, quelli più frustranti perché si formano senza che vi sia un incidente, o un restringimento di carreggiata per lavori, o altre cause plausibili.