Quando il traffico si blocca, la tentazione è sempre la stessa: guardare la corsia accanto, vederla scorrere appena più velocemente e buttarsi dentro. Ma gli studi sul traffico raccontano una storia diversa: nella maggior parte dei casi, cambiare continuamente corsia non fa guadagnare tempo e può persino contribuire a peggiorare la coda.

È una delle situazioni più frustranti per chi guida durante l’esodo estivo. Chilometri di autostrada davanti, traffico intenso e la sensazione che, guarda caso, la propria corsia sia sempre quella più lenta. Basta osservare quella accanto per qualche secondo e sembra arrivare la conferma: le auto avanzano, mentre noi siamo praticamente fermi. A quel punto parte la manovra. Freccia, controllo degli specchi, cambio di corsia e finalmente qualche metro guadagnato. Il problema è che, molto spesso, quella soddisfazione dura pochissimo.

La corsia accanto sembra sempre migliore

Il fenomeno è talmente comune da essere diventato quasi un riflesso automatico. Quando la fila rallenta, l’automobilista tende a interpretare la situazione in modo molto semplice: se la corsia vicina si muove, allora bisogna andarci. Ma il traffico non funziona come una gara tra due file indipendenti. Quando una strada raggiunge livelli elevati di saturazione, ogni veicolo influenza direttamente quelli che lo circondano. Una piccola frenata può quindi produrre conseguenze molto più grandi qualche decina di metri più indietro. Ecco perché può capitare di vedere una coda quasi inspiegabile anche quando non ci sono incidenti, cantieri o restringimenti.