Pubblicato il: 04/08/2026 – 14:05

di Giorgio Curcio

REGGIO CALABRIA La crisi finanziaria non sarebbe esplosa improvvisamente nel 2016, quando la Sogas fu sciolta e avviata alla liquidazione ma sarebbe cominciata almeno cinque anni, celata però dietro bilanci «non veritieri», crediti sopravvalutati e fondi rischi non adeguati. Un’«apparenza di bilancio» dietro la quale si nascondeva il progressivo azzeramento del capitale sociale. È questa la ricostruzione contenuta nella sentenza con cui il Tribunale di Catanzaro ha condannato alcuni ex amministratori e componenti del collegio sindacale della società che gestiva l’aeroporto dello Stretto a risarcire in solido la curatela fallimentare per 12.301.793 euro, oltre agli interessi legali. Una decisione che arriva quasi dieci anni dopo il fallimento della società, dichiarato dal Tribunale di Reggio Calabria il 24 ottobre 2016, e che ricostruisce i passaggi attraverso i quali le perdite sarebbero state rinviate, corrette contabilmente o comunque rappresentate in modo da consentire alla Sogas di continuare a operare.

«La crisi era percepibile dal 2011»

Per i giudici della sezione specializzata in materia d’impresa, presieduta da Adele Ferraro, la situazione emersa al momento del fallimento rende «inverosimile» che la crisi fosse stata imprevedibile e improvvisa. Gli elementi raccolti durante il giudizio e le conclusioni della consulenza tecnica portano, infatti, a collocare l’inizio delle difficoltà finanziarie già nel 2011. Segnali di una situazione che sarebbe stata pienamente percepibile dagli amministratori e che, in parte, era stata rilevata anche dagli organi di controllo nelle relazioni sui bilanci. La curatela, secondo il Tribunale, ha dimostrato una serie di «gravi condotte di mala gestio» ai danni della società. Gli esercizi precedenti al fallimento sarebbero stati caratterizzati da perdite operative compensate attraverso la sopravvalutazione dei crediti, senza la costituzione di fondi adeguati a coprire il rischio che quelle somme non venissero mai recuperate. Il risultato sarebbe stato una rappresentazione non corretta della reale situazione patrimoniale e finanziaria della Sogas, in violazione dei principi di prudenza che regolano la redazione dei bilanci.