Accolta la richiesta della curatela fallimentare della società che gestiva l'aeroporto di Reggio Calabria. Per la Sezione Imprese decisivi i bilanci falsati per occultare il dissesto e l'omesso controllo dell'organo di vigilanza: il fallimento fu rinviato di cinque anni aggravando il buco finanziario.
Svolta giudiziaria sul crac della Sogas, la società responsabile della gestione dell’aeroporto di Reggio Calabria. I giudici della Sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Catanzaro, presieduta da Adele Ferraro, hanno accolto integralmente la richiesta presentata dalla curatela fallimentare della società, condannando alcuni ex amministratori e componenti del collegio sindacale a risarcire in solido la somma di 12,3 milioni di euro, oltre agli interessi legali. La decisione è giunta al termine dell’azione di responsabilità promossa dal curatore Maria Martino, assistita dall’avvocato Donato Patera, che ha dimostrato in sede civile le gravi condotte di mala gestio messe in atto dai vertici societari ai danni dell’ente gestore dell’infrastruttura di volo.
Cinque anni di dissesto nascosto tra bilanci non veritieri e crediti gonfiati
Le ricostruzioni contabili e giuridiche accolte dai magistrati hanno evidenziato come lo stato di profonda crisi finanziaria della Sogas fosse manifestamente evidente già dal 2011. L’aggravamento del dissesto sarebbe stato sistematicamente celato attraverso l’approvazione di bilanci non veritieri, la sopravvalutazione artificiosa dei crediti e la deliberata omessa costituzione di adeguati fondi rischi. La prosecuzione indebita dell’attività d’impresa, portata avanti nonostante la completa erosione del capitale sociale, ha così dilatato il buco di bilancio fino alla dichiarazione formale di fallimento, giunta con ben cinque anni di ritardo rispetto all’effettivo manifestarsi dell’insolvenza.






