L'ex membro dei Genesis racconta al Sunday Times la drammatica ricaduta nell'alcolismo: «Sono quasi morto, mia figlia piangeva al mio capezzale»

L’alcol lo ha portato a un passo dalla morte. A raccontarlo è Phil Collins che, a 75 anni, ha deciso di parlare per la prima volta della gravissima crisi di salute vissuta tra la fine del 2023 e il 2024. In una lunga intervista al Sunday Times, l’ex batterista e frontman dei Genesis ha rivelato di essere rimasto ricoverato per sette mesi dopo una ricaduta nell’alcolismo che ha compromesso gravemente reni e pancreas. Una battaglia combattuta lontano dai riflettori, mentre familiari e amici temevano il peggio.

«I miei organi si stavano fermando»

Collins ha ricordato quei giorni con parole che lasciano poco spazio all’immaginazione. «C’erano delle decisioni da prendere, tipo: “Teniamo Phil in vita con le macchine oppure no?”», ha raccontato. «I miei reni stavano cedendo, i miei organi si stavano fermando. La gente veniva a dirmi addio, ma io non ricordo nulla. Non avevo idea di quello che stava succedendo. Sarebbe potuta finire molto male». Il ricovero è arrivato dopo aver interrotto l’assunzione dell’Antabuse, il farmaco che provoca una reazione fisica all’alcol e che lo aveva aiutato a mantenersi sobrio per anni. La ricaduta è stata rapida. «Appena sveglio bevevo vino. Era quello che volevo per colazione».