In una lunga intervista al Sunday Times, Phil Collins ha raccontato di aver rischiato la vita nel 2024 a causa della dipendenza dall'alcol. Dopo mesi di ricovero e un ricovero in terapia intensiva, i medici avevano ipotizzato di staccare le macchine che lo tenevano in vita. Oggi Collins è sobrio e, a novembre, entrerà nella Rock & Roll Hall of Fame come artista solista.
A settantacinque anni, Phil Collins ha scelto di raccontare senza filtri uno dei capitoli più duri della sua vita. Il cantante e batterista britannico ha rivelato di essere arrivato a un passo dalla morte nel 2024, quando i problemi legati all'alcol lo hanno portato in condizioni critiche, con gli organi vitali sull'orlo del collasso.
Il ricovero e il rischio di morte
La storia del suo rapporto con l'alcol viene da lontano. Collins aveva smesso di bere nel 2012, dopo un ricovero per pancreatite acuta, ma nel 2023 era ricaduto nella dipendenza, al punto da bere vino già al risveglio, di prima mattina. A fine 2023 il primo ricovero in una clinica svizzera, seguito da una breve dimissione e da un nuovo, urgente rientro in ospedale poche settimane dopo, questa volta in terapia intensiva.
La situazione è precipitata nella primavera del 2024. Privo di sensi per gran parte della degenza, l'artista ha rischiato di non farcela. "I miei reni stavano cedendo, i miei organi si stavano bloccando", ha ricordato. "Le persone venivano a salutarmi. Ma non ricordo che venissero, non avevo idea di cosa stesse succedendo. Erano tutti preoccupati di non rivedermi più". I suoi cinque figli sono stati chiamati al suo capezzale, convinti che il padre stesse per morire, mentre i medici valutavano se interrompere il supporto vitale.










