Dopo l’offerta presentata da una cordata industriale che tiene assieme Sanlorenzo, il Polo nautico di Viareggio e alcune importanti aziende creditrici e le esplicite mire di Ferretti, sugli yacht di lusso di The Italian Sea Group si fa avanti anche Sri Global Limited, holding controllata al 52% da Giulio Gallazzi e partecipata al 48% da Finvacchi, società di investimento di Bernardo Vacchi. Oggi, martedì 4 agosto, è stata trasmessa una manifestazione d’interesse non vincolante per l’acquisizione del complesso aziendale della società al consiglio di amministrazione e ai commissari giudiziali. “Prospettiva industriale di lungo periodo” Sri Global e Finvacchi, assistiti in questa prima fase da Angelo Bonissoni di Cba e da Maim Group, possono contare su asset per circa 500 milioni di euro, «a testimonianza della solidità patrimoniale e della capacità di investimento della compagine». Il progetto per The Italian Sea Group (Tisg) è inserito «in una prospettiva industriale di lungo periodo e punta a preservare l’unitarietà del gruppo, mantenendo in Italia il centro decisionale, il know how e le principali funzioni strategiche, assicurando continuità produttiva negli attuali siti e attenzione alla salvaguardia dell'occupazione, della filiera e dell’indotto», spiega una nota. Nel piano è previsto anche il rafforzamento della «competitività di Tisg attraverso innovazione, efficienza operativa e sviluppo commerciale, anche attraverso possibili partnership con qualificati operatori industriali italiani. L’obiettivo è preservare e valorizzare Tisg quale eccellenza industriale del Made in Italy, mettendo a disposizione del suo rilancio risorse, competenze finanziarie, industriali e manageriali e creando le condizioni per una crescita sostenibile nel medio-lungo periodo». Il contesto in cui si trova Tisg Il gruppo di Marina di Carrara fondato da Giovanni Costantino naviga in acque mosse: il bilancio consolidato evidenzia una perdita netta di 170,9 milioni di euro per il 2025 rispetto all'utile di 33,9 milioni del 2024. Ricavi a 295,1 milioni (-27%). Posizione finanziaria netta negativa per 129,6 milioni, con una componente a breve di 119 milioni dopo il mancato rispetto dei covenant bancari e la richiesta di moratoria agli istituti di credito.