Pubblicato il: 04/08/2026 – 11:42

COSENZA Lo stallo del partito, la fuga dal partito. Alessandro Grandinetti annuncia la sua fuoriuscita dal Pd di Cosenza denunciando senza mezzi termini che «la strada del Cambiamento non è mai stata tratteggiata».In una dura nota Grandinetti, già Consigliere alla Terza Circoscrizione del Comune di Cosenza e iscritto dem di lungo corso, comunica la sua fuoriuscita dal Partito democratico squassato in queste ore da divisioni interne per il dopo-Lettieri e lo spettro del commissariamento (QUI gli ultimi sviluppi della vicenda).

«Partito miope tra divisioni e servi sciocchi»

«Sono stato tesserato e attivo in questa formazione politica sin dal suo nascere – scrive Alessandro Grandinetti – ma oggi non mi ritrovo assolutamente con questo modus operandi che continua a produrre il nulla sui territori, chiuso in una mentalità della conservazione delle proprie posizioni di potere sempre in mano a pochi e a discapito di tanti. È con amarezza che scrivo queste righe ma l’anno scorso ci ho creduto molto nel cambiamento e questo non è arrivato per tanti motivi tra cui la poca forza di volontà e il poco coraggio proprio di chi lo aveva professato. Buon cammino, io continuerò a vivere la Politica come faccio da sempre tra la gente e nella mia Città, con il sorriso e l’impegno perché non ho mai cercato ruoli o incarichi anche se chi doveva e poteva valorizzarmi ha sempre preferito servi sciocchi. Un Partito miope che non fa più proseliti perché non riesce ad andare oltre il proprio steccato e semina solo divisioni non fa per me».Per Grandinetti «c’era bisogno di un percorso alternativo e coinvolgente, rivolto non solo agli Iscritti e a tutti i simpatizzanti ma esteso all’intero elettorato del centrosinistra, bisognava, altresì, creare un nuovo modo di intendere la vita del Partito e della rappresentanza all’interno dei vari organismi che lo compongono ma nulla è stato fatto. Valori etici e morali – aggiunge – da vivere giornalmente in tutti gli ambienti che frequentiamo e la Politica non può essere esente da questa voglia di novità».