Lorenzo Vita

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I piani di Donald Trump continuano a rimanere un mistero. Come un mistero sono anche questi colloqui annunciati dal presidente degli Stati Uniti ma smentiti apertamente dalla Repubblica islamica. Dopo che The Donald ha annullato i raid previsti per lo scorso fine settimana e dichiarato che ieri sarebbero partiti dei negoziati con un accordo di fatto già concluso sullo Stretto di Hormuz e sulla “denuclearizzazione” dell’Iran, da Teheran non sono mai arrivate conferme.

Il corridoi rimarrà chiusa

“Non stiamo conducendo negoziati con gli Stati Uniti al momento“, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, che ha detto che “la guerra dell’America contro l’Iran è una guerra contro l’intera regione“. Per il portavoce, l’unico negoziato in corso è quello con l’Oman per la gestione condivisa di Hormuz; un tema che, secondo Teheran, riguarda esclusivamente i Paesi rivieraschi. E proprio per quanto riguarda le porte del Golfo Persico, le fonti iraniane sono di nuovo state chiare sul fatto che quel corridoio rimarrà chiuso fino alla completa cessazione delle ostilità. Questa posizione è stata espressa anche da un funzionario di Teheran che ha parlato con l’emittente libanese Al Mayadeen. E l’impressione è che all’interno della leadership iraniana regni ormai la linea dell’intransigenza. Da qui l’avvertimento di Trump: “Nulla passa verso l’Iran, a meno che non lo vogliamo noi, e nulla passerà, a meno che non si arrivi a un accordo, o a una sconfitta totale”.