4 Agosto 2026 – Lettura: 1 minuto

Verranno introdotte «tariffe di servizio» destinate a coprire l’impatto ambientale, la sicurezza delle navi e i costi del personale. Previste inoltre rotte differenti in entrata e in uscita dallo stretto.

Iran e Oman sono vicini all’intesa sul traffico marittimo nello stretto di Hormuz. Lo scrive il New York Times, citando funzionari iraniani e statunitensi. L’accordo prevede «tariffe di servizio» che sarebbero poi utilizzate per «coprire l’impatto ambientale del traffico marittimo, la sicurezza delle navi cargo e delle petroliere e del personale». Non sembra esserci una differenza sostanziale con i paventati pedaggi, ma l’espressione «tariffe di servizio» pone meno problemi rispetto al diritto internazionale e al memorandum d’intesa siglato a giugno da Iran e Stati Uniti. Secondo le fonti iraniane del Nyt, i ricavi verrebbero divisi equamente tra Teheran e Muscat. In base all’intesa, poi, le navi in entrata nel Golfo Persico utilizzerebbero una rotta controllata dall’Iran e vicina alle sue coste, mentre quelle in uscita navigherebbero su una più prossima all’Oman. Un funzionario statunitense ha però affermato che la versione iraniana «non è accurata», spiegando che non tutte le rotte richiederebbero l’approvazione dei pasdaran e in alcuni casi non sarebbero previste tariffe di transito.