Perdere la vista o affrontare un intervento chirurgico ad altissimo rischio anestesiologico: questa la difficile scelta a cui si è trovato di fronte un ragazzo di 20 anni affetto da acidemia propionica, una rara malattia metabolica, oltre che da grave cardiomiopatia dilatativa e già sottoposto in passato a trapianto di fegato. Grazie a una task force multidisciplinare dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il giovane è stato sottoposto con successo a un delicato trapianto di cornea, eseguito il 13 luglio nella sede di Palidoro, dopo un'intensa preparazione durata 18 ore.

Un’urgenza senza alternative

L'intervento è apparso necessario per bloccare l’evoluzione di un’ulcera perforata della cornea che avrebbe, senza trattamento immediato, determinato la perdita irreversibile dell’occhio e un rischio elevato di grave infezione. Rinviare ancora la procedura avrebbe significato intervenire in emergenza, una situazione particolarmente rischiosa vista la compromissione della funzione cardiaca del ragazzo.

Per rendere realizzabile l’intervento, è stata istituita una task force multidisciplinare composta da anestesisti, oculisti, cardiologi, cardiochirurghi, epatologi ed esperti di malattie metaboliche. Sei specialità hanno lavorato fianco a fianco definendo ogni fase clinica e chirurgica per minimizzare i rischi connessi al caso.