(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pioggia di vendite su Salvatore Ferragamo dopo i conti del primo semestre resi noti alla vigilia. A penalizzare il titolo, in particolare, non sono tanto i numeri dei primi sei mesi dell’anno, quanto piuttosto le indicazioni del management, che ha ammesso un rallentamento a luglio, e le prospettive ancora deboli per il futuro.

Nel dettaglio, la società del lusso ha registrato nel primo semestre 2026 ricavi consolidati per 468 milioni, in calo dell'1,3% (a cambi correnti) rispetto ai primi sei mesi 2025 (+1,9% a cambi costanti). Il risultato è stato penalizzato dall'andamento negativo del canale wholesale(-11,2% a cambi costanti e -11,6% a cambi correnti), mentre il canale direct to consumer (Dtc) ha segnato una performance «positiva» (+1,8% a cambi correnti e +6,1% a cambi costanti). Nel primo semestre l’utile netto, inclusivo del risultato di terzi, è stato di 1,5 milioni, rispetto alla perdita adjusted di 16 milioni (escludendo l’effetto negativo dell’Impairment Test che portò il risultato a -57 milioni a fine giugno 2025).

«Alla luce dei risultati, rivediamo al rialzo le nostre ipotesi sulla redditività, aumentando le previsioni sul margine lordo e portando la stima dell'Ebit per il 2026 a circa 46 milioni di euro, al di sopra dei circa 35 milioni indicati dal management e del consenso di mercato», commentano gli analisti di Banca Akros, che di conseguenza, aumentano anche le stime dell'utile per azione per il periodo 2026-2028, non specificando però il dato percentuale. Akros ha poi alzato il target price sul titolo da 9 a 10 euro e confermato la raccomandazione ‘Neutral’.