Nelle ultime settimane il dibattito sul futuro di Catanzaro si è concentrato, comprensibilmente, sull’ipotesi di riportare parte delle attività universitarie nel centro storico. È un confronto importante, che testimonia una ritrovata attenzione verso il cuore della città. Tuttavia, limitare la discussione alla collocazione di alcune sedi universitarie rischia di ridurre una grande opportunità a una semplice questione immobiliare. Il punto su cui oggi porre l’attenzione è su quale modello di città si vuole costruire per i prossimi trent’anni. Le città che oggi rappresentano modelli di sviluppo, non sono quelle che hanno semplicemente trasferito uffici o aule universitarie. Sono quelle che hanno saputo integrare ricerca, formazione, assistenza sanitaria, mobilità, commercio, cultura e qualità della vita in un’unica strategia. In una parola, hanno costruito una visione. Catanzaro possiede tutte le caratteristiche per intraprendere questo percorso.
Una vocazione già esistente
La presenza dell’Università “Magna Graecia” e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” costituisce il principale patrimonio strategico della città. Ogni giorno migliaia di studenti, docenti, ricercatori, medici, infermieri, specializzandi, personale sanitario e pazienti animano il territorio cittadino, generando un indotto economico e sociale che nessun’altra realtà calabrese può vantare. Questa non è soltanto una vocazione accademica o assistenziale, ma è una leva di sviluppo urbano. L’errore sarebbe immaginare una contrapposizione tra centro storico, Germaneto e Catanzaro Lido. Al contrario, Catanzaro dovrebbe valorizzare la propria natura policentrica. Germaneto continuerà a rappresentare il polo della ricerca biomedica, dell’alta formazione, dell’innovazione sanitaria e dell’assistenza ad alta specializzazione. Il centro storico, invece, potrebbe diventare il luogo della formazione avanzata, delle scuole di specializzazione, dei master, delle attività culturali, delle residenze universitarie, delle biblioteche, dei laboratori interdisciplinari e degli spazi dedicati all’innovazione e alle start-up. La zona marina, centro attrattivo per la sua vocazione residenziale e turistica. Non aree in competizione, ma un’unica città con funzioni complementari.








