HomeBolognaCronacaGiovanissimi e criminalità, un caso apertoLa consapevolezza che certa violenza giovanile, spesso (ma non sempre) possa essere opera di immigrati di seconda generazione abbraccia tutti...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa sinistra grida indignata che con il decreto sulla violenza giovanile si criminalizza un’intera generazione. È chiaro che si tratta solo di una boutade ideologica da campagna elettorale. Tutti quei giovani che non sono maranza, che non commettono reati, che vogliono studiare, da quel decreto non vengono toccati. Io ho vissuto da adolescente quando le leggi di PS erano molto più severe, e non ho mai avuto problemi.

Giovanni Fontana

Risponde Beppe Boni

La consapevolezza che certa violenza giovanile, spesso (ma non sempre) possa essere opera di immigrati di seconda generazione abbraccia tutti gli schieramenti politici. È diversa l’interpretazione su come arginare il fenomeno. Il governo ha messo in campo un decreto che rende più severe le norme nei confronti dei minori, sapendo che si tratta di un tassello da inserire in un mosaico più ampio, che non è solo repressione ma anche formazione, recupero, educazione.

Il centrosinistra propende più per una operazione di carattere sociale, evitando inasprimenti di pene. Il tema riguarda anche Bologna: a giugno Gioventù Nazionale, Azione Studentesca e Azione Universitaria, tutte realtà di centrodestra da un lato, Black Lives Matter, Tpo, il collettivo Luna Làbas e Offside Pescarola dall’altro, si erano confrontati a distanza. I primi in piazza Galvani per protestare contro ’la cultura maranza’, gli altri per manifestare contro la destra studentesca, gridando che "Bologna è antirazzista".