Caro direttore, trovo la dichiarazione di Giuseppe Conte sul fatto di sospendere gli aiuti militari all'Ucraina solo una sparata politica di cattivo gusto per accaparrarsi qualche manciata di voti. Conte afferma ingenuamente che la nostra presidente del consiglio dovrebbe chiamare Zelensky e Putin per parlare di pace. E che lui se fosse premier lo farebbe. Forse pensa che Putin lo ascolterebbe? Putin ogni volta afferma che se ci saranno delle trattative lui vuole i territori per cui ha iniziato la guerra. Questa di Conte è pura speculazione elettorale anche contro i propri alleati del campo largo. Dopo si lamentano che la gente non va a votare!
Elio Avezzù
Campalto (Ve)
La risposta del direttore del Gazzettino, Roberto Papetti
Caro lettore, Giuseppe Conte persegue, non da oggi, una strategia precisa: tornare a Palazzo Chigi e quindi punta ad essere il candidato premier del cosiddetto "campo largo" alle prossime elezioni politiche. Poiché il suo il suo partito M5s è per consenso la seconda forza della coalizione di centrosinistra, Conte non può che ottenere l'investitura attraverso le primarie che, anche per questa ragione, il Pd e Elly Schlein non vedono con particolare entusiasmo. Conte naturalmente sa benissimo che la sua linea anti-Ucraina e contraria al sostegno militare a Kiev è divisiva e fortemente osteggiata da alcuni settori del Pd, ma non casualmente ha scelto di farne uno dei suo cavalli di battaglia. Fino a ad affermare, come ha fatto l'altro ieri, che questo sarà uno dei temi-chiave su cui si giocheranno le primarie del centrosinistra: la scelta del candidato premier, ha spiegato il leader di M5s, definirà anche la linea della coalizione (e dell'eventuale governo) sul tema della guerra russo-ucraina. A qualcuno questa posizione è apparsa un azzardo o una provocazione. Nè l'una né l'altra cosa. Conte sa benissimo che il campo largo senza M5s non può esistere e quindi tiene fermo il punto. Ma il leader M5s sa anche altre cose.











