Il Consiglio dei ministri di oggi potrebbe affrontare anche il dossier più delicato dell’estate: quello del caro carburanti. Nessuna decisione definitiva è ancora stata assunta, ma il governo è al lavoro per verificare se esistano i margini finanziari per prorogare lo sconto sul gasolio in scadenza il 6 agosto. L’ipotesi resta sul tavolo, anche se nelle ultime ore da Palazzo Chigi filtra prudenza e non è escluso che il tema venga rinviato di qualche giorno, lasciando al ministero dell’Economia il compito di intervenire con un decreto ministeriale senza ricorrere a un nuovo decreto legge.Il nodo, come sempre, è quello delle coperture. L’ultima proroga del taglio da 17 centesimi al litro sul solo gasolio è costata circa 125 milioni di euro e il rinnovo richiederebbe nuove risorse in un quadro di finanza pubblica sempre più stretto. Decisivo sarà il gettito Iva maturato a luglio grazie all’aumento dei prezzi dei carburanti e destinato, attraverso il meccanismo delle accise mobili, a finanziare nuovi interventi. Le stime oscillano sensibilmente: c’è chi ipotizza circa 250 milioni di euro disponibili e chi, invece, ritiene che ci si fermerà poco sopra i 120 milioni, sufficienti appena per un’ulteriore proroga di pochi giorni.Sul piano politico il dibattito è aperto. Il ministro dell’Ambiente, ha spiegato che «l’intervento sulle accise è nato da una emergenza che doveva essere di 15 giorni, ormai questa guerra dura da sei mesi: di conseguenza l’intervento di emergenza non può più essere emergenza». Per questo, ha aggiunto, «su questo c’è la valutazione a livello di governo. Che poi si faccia ora in modo definitivo oppure che, Giorgetti permettendo, si possa ancora fare qualche operazione ponte, lo vedremo al Consiglio dei ministri». Il riferimento è alla necessità di capire se proseguire con proroghe successive oppure individuare una soluzione più strutturale. L’eventuale margine di manovra potrebbe essere favorito anche dal calo dei prezzi del petrolio (ieri sceso a 83 dollari) seguito all’annuncio della ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia il governo mantiene un atteggiamento prudente.Accanto al dossier carburanti, il Cdm esaminerà anche il ddl di riforma del decreto legislativo 231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle imprese. La novità principale riguarda l’onere della prova: sarà sempre la Procura a dover dimostrare la cosiddetta «colpa di organizzazione», anche quando il reato sia stato commesso da dirigenti apicali. Il testo introduce inoltre una sorta di «messa alla prova» per le aziende, consentendo la sospensione del procedimento se l’impresa provvede ad adeguare i propri modelli organizzativi, risarcire i danni e rimuovere le irregolarità. Infine, sul fronte parlamentare, il governo ha incassato il via libera all’emendamento al dl Infrastrutture che riscrive le regole per le future gare degli Intercity. Il testo elimina di fatto l’ipotesi del lotto unico, tornando all’impostazione della legge Concorrenza del 2021 che impone la suddivisione dei contratti in lotti appropriati e contendibili, come richiesto dalla Commissione europea.