Evitare che lo spazio si trasformi in un far west tecnologico sotto il peso di milioni di satelliti: un pericolo per l’economia, la scienza e l’ambiente. I rischi dovuti alle megacostellazioni come quelle di Starlink, composte da migliaia di satelliti, sono fra i temi principali del più importante congresso sulla ricerca spaziale, il Cospar in corso a Firenze e organizzato in Italia dall'Istituto Nazionale di Astrofisica, dove imprese, scienziati e istituzioni si sono sedute allo stesso tavolo per cercare soluzioni condivise. “La cosa positiva è che inizia a emergere una certa attenzione al tema, ma mancano ancora gli strumenti legali: c’è un buco legislativo a livello internazionale che deve essere colmato”, ha detto all’ANSA Piero Benvenuti, direttore del Centro per la protezione dei cieli bui e silenziosi dall'interferenza delle costellazioni satellitari dell'Unione Astronomica Internazionale.

Il problema è emerso quasi improvvisamente in questi ultimi anni a partire da quando l'azienda SpaceX di Elon Musk ha cominciato a lanciare i satelliti Starlink, destinati a formare una gigantesca costellazione, composta al momento da circa 10mila satelliti e destinata a quadruplicare. Altre aziende, come One Web di Amazon, hanno annunciato programmi simili e si teme che l'orbita terrestre sarà presto affollatissima, se si pensa che la sola Starlink in una manciata di anni ha messo in orbita più satelliti che quanto fatto nell’intera storia spaziale.