Stadi di razzi, satelliti dismessi, frammenti della Iss si schiantano su terreni e case ma c'è ancora molta incertezza su chi deve pagare i danni
Ogni settimana una tonnellata di detriti spaziali precipita sul pianeta Terra, ed è un numero destinato inevitabilmente a salire nel corso dei prossimi decenni: una situazione dovuta in larga parte alla frenetica corsa allo spazio, tra enti governativi (come Nasa o Esa) e compagnie private (come SpaceX di Elon Musk) che da anni cercano di contendersi il «primato dei cieli» alla stregua di una partita di Risiko.
Il più delle volte i detriti si sgretolano a contatto con l’atmosfera terrestre o cadono sull’oceano, ma quando colpiscono i centri abitati diventano un problema non da poco come ha ricostruito il New York Times.Nella maggior parte dei casi si tratta di razzi o satelliti in disuso: a dicembre di due anni fa, nei pressi del villaggio di Mukuku (a tre ore da Nairobi, in Kenya), un enorme anello di separazione si è stagliato in cielo, per poi cadere nel bel mezzo dell’appezzamento di un terreno agricolo, tra la meraviglia e lo spavento degli abitanti locali.
Qualche mese prima, più precisamente l’8 marzo del 2024, un detrito della Stazione Internazionale Spaziale ha sfondato il tetto di una casa in Florida, provocando ingenti danni per i proprietari. La Cina non è da meno: nel 2025 un satellite si è schiantato sulle isole Canarie, provocando un boato assordante che non aveva nulla da invidiare a quello di un tuono. Nello stesso anno, in Polonia, i detriti di un razzo Falcon 9 di SpaceX si sono schiantati a terra, fortunatamente senza causare vittime o feriti. Com’è ovvio intuire, più oggetti vengono lanciati nello spazio, più il rischio che (prima o poi) cadano sul pianeta Terra aumenta: solo nel 2025 si sono contati oltre 300 razzi immessi in orbita, un numero quadruplicato rispetto ad appena un decennio fa. Anche i satelliti dismessi rappresentano una parte consistente del problema: dei circa 16.000 satelliti in orbita al momento, una buona fetta farà probabilmente ritorno sul pianeta Terra, con tutti i potenziali rischi che ne conseguono. Numeri destinati a crescere, vedendo le ambizioni di Elon Musk, che punta a lanciarne un milione nel corso dei prossimi anni per potenziare le infrastrutture dei data center dedicati all’intelligenza artificiale.













