La prima richiesta di aiuto alle forze dell’ordine parte poco dopo le 7 dal semaforo del Lido di Fano da un gruppo di ciclistiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPrima dello speronamento dell’auto dei carabinieri a Senigallia, dell’inseguimento, della fuga a piedi e del tragico epilogo in ospedale, c’è stata Fano. Una Bmw con targa ucraina sfrecciata da nord verso sud come un’auto impazzita, tra sorpassi azzardati, invasioni della corsia opposta e manovre che hanno fatto temere il peggio. Un conducente che urlava frasi incomprensibili, gesticolava, sembrava fuori controllo. Per diversi minuti chi lo ha incrociato ha avuto la sensazione che potesse travolgere qualcuno da un momento all’altro.

La prima richiesta di aiuto alle forze dell’ordine parte poco dopo le 7 dal semaforo del Lido. Un gruppo di ciclisti è fermo con il rosso quando la Bmw taglia la strada e si arresta davanti alle biciclette. "Siamo rimasti senza parole – raccontano Giampiero e Stefano, che erano nel gruppo –. Pensavamo che quell’uomo avesse bisogno di aiuto. È sceso dall’auto e ha iniziato a gridare qualcosa in una lingua che nessuno riusciva a capire. Sembrava mescolare inglese e una lingua dell’Est, ma le parole erano incomprensibili. Cercavamo di parlargli, di capire cosa volesse". L’impressione dura pochi istanti. L’uomo risale improvvisamente sulla Bmw e riparte. "Davanti aveva noi. Ha sterzato solo all’ultimo istante, colpendo la ruota anteriore della bici di Cristina. Per fortuna lei non è caduta e nessuno si è fatto male, ma se non avesse girato il volante ci avrebbe investiti in pieno".