ATS Bergamo ha presentato il 30 luglio i risultati conclusivi dello Studio epidemiologico sullo stato di salute dei residenti nell’area attorno al sedime dell’aeroporto di Orio al Serio. Secondo ATS, il quadro generale risulta sostanzialmente sovrapponibile a quello rilevato nel 2015: non emergerebbero criticità riconducibili all’attività aeroportuale, pur permanendo un disturbo dovuto all’esternalità acustica. Di fronte a queste conclusioni, stupisce – e ci si chiede come sia possibile – che, a distanza di dieci anni, il quadro sanitario risulti invariato nonostante l’enorme crescita dello scalo.
Nel 2015 l’aeroporto registrava una media di circa 28.200 passeggeri e 204 movimenti aerei al giorno; nel 2025 si è passati a circa 46.400 passeggeri e 337 movimenti giornalieri. In dieci anni Orio al Serio ha registrato un numero di 6.632.818 passeggeri (+64,4%), 48.637 movimenti aerei (+65,3%) e 15.364 tonnellate di merci (+12,7%). Se il traffico aeroportuale è aumentato di quasi due terzi, è lecito domandarsi se siano rimaste invariate anche le emissioni inquinanti, l’esposizione della popolazione e i conseguenti rischi sanitari nei territori più prossimi allo scalo. Il comunicato di ATS, tuttavia, non fornisce dati dettagliati sulle emissioni né chiarisce in che misura l’incremento delle attività aeroportuali abbia inciso sulla qualità dell’aria.






