Un San Francesco stanco, seduto su una panchina dopo un lungo cammino, che spalanca le braccia come un Cristo e stringe a sé un lupo ormai mansueto. È l’immagine in bronzo che l’Eremo delle Celle di Cortona custodirà per sempre: la scultura "San Francesco e il lupo" dell’artista bergamasco Ugo Riva, seconda tappa del progetto nazionale "Sculture – Nuovi segni", nel programma del Comitato per l’Ottavo centenario della morte del Santo, presieduto da Davide Rondoni.
L’opera di bronzo, con inserti in alluminio, ferro, pietra e ghiaia su basamento in acciaio corten, è ideata e curata dalla gallerista fiorentina Francesca Sacchi Tommasi di Etra Studio Tommasi, affidata a RealizzArte e fusa dalla Fonderia Fondart di Bergamo. Sulle facce del basamento si legge l’invocazione "O Signore, fai di me strumento della pace".
"L’idea era un San Francesco non monumentale, che arriva qui stanco dopo aver camminato e si siede – spiega l’artista – abbraccia il lupo, ma è come aprirsi alla natura: ha le braccia aperte, quasi un Cristo che accoglie tutti. Mi interessava il messaggio contemporaneo sulla pace, che è fortissimo".
La scelta della città non è casuale: qui, nel 1211, Francesco ottenne dal nobile Guido Vagnottelli di ritirarsi in preghiera sul Monte Sant’Egidio, dando vita all’Eremo delle Celle, dove nel 1226 dettò il suo Testamento.






