La sostenibilità non è più solo una scelta etica ma un elemento sempre più strategico per la competitività delle imprese varesine. A confermarlo, l’indagine congiunturale di Unioncamere Lombardia relativa al primo trimestre del 2026. Secondo la rilevazione, sette imprese su dieci considerano prioritaria la sostenibilità.
Un dato che sale al 74% nel settore industriale e al 73 nel commercio. L’industria concentra i propri sforzi sul controllo delle emissioni, una misura adottata da oltre tre aziende su quattro. Il commercio punta sulla scelta di fornitori e filiere sostenibili; l’artigianato si distingue per l’attenzione al recupero e al riciclo degli scarti. Nel settore dei servizi, oltre la metà delle imprese ha introdotto o prevede di introdurre figure professionali dedicate alla gestione delle politiche di sostenibilità.
L’indagine evidenzia anche criticità. Ancora poco diffusi il riutilizzo dei prodotti ritirati dal mercato, il trattamento delle acque reflue e la riduzione delle materie prime impiegate nei processi produttivi, ambiti che rappresentano un potenziale margine di miglioramento per il sistema economico provinciale.
La maggior parte delle imprese continua a dipendere in larga misura da fornitori esterni e soltanto una quota limitata del fabbisogno energetico viene coperta attraverso fonti rinnovabili autoprodotte. Inoltre nell’ultimo anno poche aziende sono riuscite a ridurre in maniera significativa l’utilizzo di energia derivante da combustibili fossili. Per favorire una maggiore autonomia energetica delle imprese, la Camera di commercio promuove per il 25 settembre un incontro dedicato alle energie rinnovabili e allo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili.






