Ormai è una consuetudine: quando uno dei detenuti compie gli anni, amici e parenti si radunano nei campi che circondano il carcere di Modena e sparano fuochi d’artificio. Peccato che nei paraggi ci siano anche parecchie abitazioni e i residenti siano ormai esasperati. In giugno si è sfiorata la tragedia, quando le sterpaglie hanno preso fuoco e le fiamme (foto) hanno lambito alcune case e devastato uno dei giardini. "Non ne possiamo più dei fuochi d’artificio durante la notte: al di là della pericolosità, terrorizzano i cani, disturbano nel sonno i bambini. Chiediamo giustizia e telecamere attive". La gente di Strada Sant’Anna ha inviato un esposto al questore ma, dicono, nulla è cambiato. L’ultimo episodio risale a domenica sera: tra le 23:30 e le 23:40 è stata sparata una raffica di fuochi d’artificio, dopo una decina di minuti è intervenuta una pattuglia, ma gli autori si erano già dileguati. Un’azione che ha tutta l’aria di essere una sfida aperta alle forze dell’ordine e alle istituzioni. La domanda che oggi i cittadini si pongono ad alta voce è semplice: le telecamere di videosorveglianza installate già da diversi anni funzionano davvero? Ed è possibile utilizzare quei filmati per identificare e dare finalmente un volto a questi personaggi?
Fuochi d’artificio per festeggiare i detenuti. Residenti esasperati: "Non viviamo più"
Ormai è una consuetudine: quando uno dei detenuti compie gli anni, amici e parenti si radunano nei campi che circondano...






