Microsoft Paint diventa un insolito display per Doom grazie a DoomPaint, un esperimento sviluppato da Mark Russinovich, CTO di Microsoft Azure e creatore della celebre suite Sysinternals, pubblicato su GitHub. Il progetto non rappresenta un port tradizionale del classico sparatutto di id Software: il motore di gioco resta completamente esterno all'applicazione, mentre Microsoft Paint riceve ogni fotogramma come una normale immagine incollata tramite la clipboard di Windows.

L'idea sfrutta la versione shareware originale di DOOM1.WAD insieme a ViZDoom, derivato di ZDoom nato per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale. Il rendering, la simulazione, la gestione delle mappe, della fisica e dei nemici vengono elaborati da ViZDoom, mentre Paint visualizza soltanto il risultato finale. L'autore sottolinea infatti che Paint "non calcola nulla": l'applicazione svolge esclusivamente il ruolo di destinazione grafica. In sintesi, fa soltanto da telo su cui vengono proiettate le immagini per così dire.

Il trasferimento continuo delle immagini attraverso gli appunti rappresenta l'aspetto più interessante dell'intero progetto. La clipboard di Windows non nasce come canale video, ma per il trasferimento occasionale di dati tra applicazioni. DoomPaint riesce comunque a utilizzarla come collegamento grafico sincronizzato, con una frequenza che può raggiungere 35 fotogrammi al secondo, pari alla velocità originale prevista dal motore di Doom del 1993.