Alla vigilia della prova a cronometro al Tour de France femminile, è riscoppiato lo scandalo sui reggiseni “maggiorati” utilizzati dalle atlete per avere vantaggi aerodinamici. L’UCI sa, il regolamento lo vieta, ma nessuno interviene.
Nell'attuale ciclismo professionistico del Terzo Millennio, nulla può essere lasciato al caso vista l'attuale attenzione maniacale su ogni aspetto possa favorire o migliorare le prestazioni, trovando anche soluzioni che si inseriscono tra le pieghe regolamentari, fino ad essere adottate ma non punite. E' il caso dell'ultima polemica che sta coinvolgendo le donne, mentre è in corso il Tour de France Femmes: l'utilizzo sempre più massiccio di reggiseni "imbottiti" che permettono di simulare taglie più grandi e favoriscono un vantaggio aerodinamico considerevole, soprattutto nelle prove a cronometro. Ovviamente una tale modifica è vietata dal regolamento dell'Unione Ciclistica Internazionale (UCI), tuttavia, questa è una norma praticamente inapplicata.
Una polemica che dura da anni ma che ultimamente sta prendendo sempre più piede perché priva di sanzioni, ed è tornata alla ribalta proprio alla vigilia della tappa a cronometro femminile del Tour de France che si sta svolgendo in questi giorni e che prevede non poche attenzioni all'abbigliamento con cui si presenteranno le atlete ai cancelletti di partenza, soprattutto con un occhio di riguardo ai reggiseni indossati. Perché il reggiseno imbottito aiuta le cicliste: l'aerodinamica Il principio è il medesimo legato alle radioline poste sul petto invece che sulla schiena o per le borracce infilate sotto la maglia, che permettono di cambiare la forma del corpo, ottimizzando il profilo aerodinamico. Non a caso si sono visti nel corso degli anni numerosi esempi di cicliste che si presentano con una taglia di reggiseno visibilmente più grande, da quando, nel 2024 alla crono olimpica di Parigi questo elemento non passò inosservato nelle prove a cronometro rispetto alle gare su strada. Questo fenomeno si verifica anche ai massimi livelli del ciclismo femminile. È stato particolarmente evidente anche in occasione dell'ultimo Giro d'Italia femminile, sempre nella prova contro il tempo.






