Di: Diego Moles I primi sette mesi del 2026 si rivelano tra i più secchi mai registrati in Ticino e nel Moesano. L’analisi dei dati costantemente aggiornati resi disponibili da MeteoSvizzera fa emergere una situazione di stress idrico più che grave. A Locarno, stazione di riferimento per la regione, tra gennaio e luglio sono caduti soltanto 533,1 millimetri di pioggia. Questo dato colloca già il 2026 al quarto posto tra gli anni più aridi dal 1900 e all’orizzonte non ci sono precipitazioni consistenti in arrivo.L’aspetto più sorprendente è che nessun singolo mese di quest’anno ha stabilito un record negativo. La costante mancanza di precipitazioni abbondanti ha però creato, mese dopo mese, un deficit straordinario sul territorio. La pioggia manca da mesi, i fiumi sono in magra, le falde si abbassano, le sorgenti soffrono, i gestori degli acquedotti invitano alla parsimonia e la Confederazione ha dichiarato il livello massimo di allerta per siccità.Se si considerano i totali accumulati tra gennaio e luglio nella stazione di Locarno per tutti gli anni a partire dal 1900, solo tre annate hanno registrato valori inferiori al 2026: il 2003 con 344,4 millimetri, il 1976 con 376,4 millimetri e il 1921 con 530,5 millimetri. Il 2026 rientra quindi in un gruppo ristrettissimo di anni eccezionalmente secchi, collocandosi nel 3% più arido degli oltre 126 anni considerati.Solo metà della pioggia “normale”Il confronto con il comportamento medio del periodo è eloquente. Tra il 1900 e il 2025, nei primi sette mesi dell’anno a Locarno sono caduti mediamente circa 989 millimetri di precipitazioni. Il dato del 2026 presenta un deficit di circa 456 millimetri, equivalente a una riduzione del 46% rispetto alla norma storica. Fino alla fine di luglio è caduta poco più della metà della pioggia che normalmente ci si aspetterebbe.Con agosto ancora da completare e quattro mesi alla fine dell’anno, resta aperta la domanda su come terminerà il 2026. Una conclusione appare però già certa: per i primi sette mesi dell’anno, il 2026 occupa un posto di rilievo nella storia climatica della regione. Se nelle prossime settimane non arriveranno precipitazioni abbondanti e diffuse, il 2026 rischia di essere ricordato come una delle annate più critiche degli ultimi decenni per le risorse idriche del Ticino e del Moesano.Lo spettro del 2003L’anno che rimane il riferimento storico per la siccità nei primi sette mesi è il 2003, quando a Locarno furono misurati appena 344,4 millimetri di precipitazioni tra gennaio e luglio. Il 2026 non raggiunge quel livello eccezionale, ma vi si avvicina più di qualsiasi altra annata recente. Ventilatori, condizionatori e ... ombrelliniTelegiornale 31.07.2026, 20:00Fiumi in forte magraLa conseguenza più evidente della mancanza di precipitazioni si osserva nei fiumi e in particolare nel Ticino già in sofferenza a causa della scarsità della neve caduta in montagna lo scorso inverno. I dati della stazione idrometrica di Bellinzona, liberamente consultabili tramite il sito dell’Osservatorio ambientale della Svizzera italiana (OASI), mostrano una progressiva e sensibile diminuzione delle portate durante il 2026.A giugno la portata media era ancora di 45,6 metri cubi al secondo, a luglio è scesa a 23,2 e in agosto il dato provvisorio indica appena 15,6 metri cubi al secondo (con variazioni durante la stessa giornata tra 10 e 60 metri cubi). È un valore estremamente basso (simile a quelli che raramente si registrano anche d’inverno) e nettamente inferiore anche rispetto al già molto secco agosto 2022 quando la portata media del Ticino era stata di 20 metri cubi al secondo. Laghi e falde acquifere sotto pressioneA soffrire fortemente sono anche i grandi specchi d’acqua. Il livello del Lago Maggiore (Verbano) e del Lago di Lugano (Ceresio) si abbassa progressivamente a causa dei ridotti apporti dei fiumi immissari. Quello del Verbano scende costantemente dal 7 giugno scorso. Nel giro di due mesi la quota è calata di oltre un metro e mezzo. Ora a Locarno si trova a 192,22 metri sul livello del mare, a soli 13 centimetri dal minimo storico per il mese di agosto di 192,09 metri misurato nel 1990.Le riserve sotterranee sono altrettanto sollecitate. Il portale dell’OASI evidenzia che il livello delle falde acquifere e le portate delle sorgenti rimangono molto bassi. Questa riduzione persistente indica che l’intero sistema idrico è in forte sofferenza, non solo in superficie. Comprensibile quindi che l’Associazione acquedotti ticinesi (AAT) abbia lanciato un accorato appello ai cittadini affinché riducano immediatamente i propri consumi d’acqua potabile, limitando gli impieghi non essenziali.Agricoltura e pericolo di incendi boschiviL’evaporazione causata dalle temperature elevate aggrava lo stato dei suoli che, tra mancanza di precipitazioni e canicola che prosegue ormai da due mesi, presentano un deficit di umidità estremo. Questa condizione danneggia l’agricoltura e gli ecosistemi naturali, e favorisce l’aumento del pericolo di incendi boschivi.Allerte meteoDati del: 3 agosto 2026, ore 15:07Senza perturbazioni estese e costanti, il 2026 rischia di passare alla storia come una delle annate più critiche per le risorse idriche di Ticino e Moesano. Le ripercussioni saranno quantificabili tra settimane e mesi, quando sarà chiaro anche l’impatto dell’attuale situazione sul fronte della produzione idroelettrica. I bacini svizzeri attualmente sono pieni al 54% con quelli ticinesi al 43% mentre in passato in questo periodo erano vicini al 70%.La scarsità di pioggia al Sud delle Alpi si inserisce in un contesto nazionale molto critico. L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ha dichiarato il livello di pericolo 4 per la siccità in tutta la Svizzera. Si tratta del grado massimo di allerta. Si calcola che situazioni del genere possono verificarsi ogni 20-30 anni. L’UFAM rileva: “Le ultime precipitazioni temporalesche hanno avuto effetti soltanto locali e temporanei”.Meteo regionaleMeteo 03.08.2026, 12:45Per saperne di più sulla crisi climatica, segnaliamo che questa settimana il programma “In altre parole” in onda su Rete Due tutte le mattine alle 08:18 ospita il professore di geomorfologia applicata Cristian Scapozza.Cristian Scapozza al microfono di Andrea Fazioli Incontro con il professore di geomorfologia applicataLa crisi climatica (1./5)In altre parole 03.08.2026, 08:18Andrea Fazioli
Siccità in Ticino e Moesano: il 2026 è già nella storia - RSI
Siccità record in Ticino nel 2026: solo 533 mm di pioggia a Locarno nei primi 7 mesi, quarto anno più arido dal 1900. Fiumi in magra, laghi in calo: scopri la situazione.








