Esulta Luciano Spalletti, perché due attaccanti voleva e due attaccanti sono arrivati. Uno era un obiettivo durato oltre un anno, l’altro invece è una sorpresa di quelle veramente positive: Kolo Muani e Alajbegovic sistemano buona parte del reparto offensivo bianconero. Ma ora in società il tema è davvero un altro: la rosa da sfoltire. Perché la Juventus, tra un’operazione e l’altra, ha speso quasi 100 milioni di euro (è arrivato anche Ekhator, è stato riscattato Boga) ma ha assoluta necessità di cedere prima di poter portare avanti un’altra operazione prioritaria, che è quella del portiere. Per non parlare della punta di peso, alla Vlahovic, che Spalletti pure si aspetta (e chissà che, alla fine, non possa essere proprio il serbo a bussare alla porta, “che è sempre rimasta aperta”, bianconera).

Il tema cessioni che di fatto non ha bloccato del tutto il mercato portato avanti da Carnevali, Massara e Ottolini, ma che ora diventa impellente per fare in modo che i conti possano tornare senza particolari patemi. Soprattutto viste le spese pregresse che ancora pesano sui bilanci bianconeri. Perché la Juve, come anche il Napoli, ha a che fare con una rosa extralarge che necessariamente deve sfoltire. È vero, sono partiti nella giornata di ieri Adzic (destinazione Sassuolo) e Joao Mario (Fiorentina), ma non basta ancora. Servono cessioni pesanti, sia per definire meglio la rosa (perché troppi giocatori, in una squadra, bene non fanno), sia per definire meglio il budget da investire per il portiere.