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L'allenatore bianconero ha sempre sottolineato l'esigenza di una "punta fisica". Dopo l'addio di Vlahovic, preferirebbe un profilo alla Sorloth (o Pellegrino) rispetto a Zirkzee

I primi due tasselli arrivati dal mercato sono praticamente a disposizione: Kerim Alajbegovic e Randal Kolo Muani. Luciano Spalletti ha finalmente ritrovato l'attaccante tanto cercato e in più ha l'esterno bosniaco per dare imprevedibilità ed estro alla manovra. Però non può essere finita qui.

L'addio di Dusan Vlahovic, l'uscita in prestito di Lois Openda direzione Lione e il possibile saluto a Jonathan David indicano che la Juventus abbia sempre più necessità di un'altra punta da affiancare al francese tornato dal Psg. Qui si dividono le correnti bianconere: un dibattito, più che una frattura tra le parti, sull'identikit dell'altro colpo in attacco.

Come è noto, Spalletti avrebbe voluto confermare Vlahovic ("Le porte dei direttori sono aperte, ma lui deve citofonare", aveva detto in conferenza) proprio perché aveva le caratteristiche congeniali alla sua manovra. "Ci serve un attaccante fisico", ha ribadito l'ex ct dopo l'amichevole contro il Nizza, "uno che si sbatta in area... i direttori lo hanno capito".