Cedimento strutturale, avaria, errore umano o maltempo. Sono tante le ipotesi sulle cause dell’incidente del piccolo aereo turistico della compagnia Aerodiana precipitato a terra al rientro dal sorvolo sulle linee di Nazca, in Perù, provocando la morte di 13 persone, tra cui 7 turisti italiani (due famiglie di Monza e Seregno). A ricostruire quanto accaduto sarà l’inchiesta condotta da esperti della Direzione generale dell’aeronautica civile e della Commissione per le indagini sugli incidenti aerei.
Si proverà a localizzare e recuperare la scheda di memoria installata nell’aereo: sebbene questo tipo di velivolo non disponga di una scatola nera convenzionale, è dotato di un dispositivo che potrebbe contenere registrazioni relative al suo funzionamento e alla sua posizione. Di certo c’è che il Cessna Grand Caravan C-208 è finito al suolo in picchiata: i video girati mostrano l’aereo precipitare senza un’ala, perdendo poi pezzi dell’altra. Il ministro del Commercio estero e del Turismo, Rogers Valencia, ha reso noto che l’equipaggio aveva segnalato un problema meccanico durante il volo prima dello schianto: “C’è stata una chiamata dall’aereo che segnalava problemi meccanici“, ha detto il ministro ai giornalisti. Poi però le comunicazioni con il velivolo si sono interrotte. Quel giorno le condizioni sembravano perfette: cielo azzurro limpido, sole splendente. Circostanze che rendono ancor più enigmatiche le cause dell’incidente, avvenuto dopo la ripresa dei voli nella zona, che erano stati però sospesi a causa del forte vento, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Andina. Venerdì, infatti, violente raffiche avevano causato la caduta di alberi, danni alle infrastrutture e incidenti stradali.










