Milano, 3 ago. (askanews) – La vendemmia 2026 del Brachetto d’Acqui Docg è attesa entro la prima metà di agosto, circa una settimana prima rispetto al 2025. Le rilevazioni disponibili indicano vigneti in condizioni sanitarie generalmente buone, con fertilità e allegagione favorevoli, mentre l’evoluzione meteorologica di agosto sarà determinante soprattutto per definire i volumi della raccolta. Secondo quanto riferito dal Consorzio, l’anticipo è legato a un ciclo vegetativo iniziato precocemente. Le temperature elevate e le somme termiche registrate in aprile, insieme con le riserve idriche accumulate durante l’inverno, hanno accelerato la crescita della vegetazione. A maggio le temperature più vicine alla norma e le precipitazioni abbondanti hanno contribuito all’equilibrio vegeto-produttivo senza determinare conseguenze rilevanti sullo stato sanitario dei vigneti.
“Le piogge di maggio hanno determinato soltanto sporadiche infezioni primarie di peronospora e non hanno avuto effetti significativi sulla produzione” ha spiegato Daniele Eberle, agronomo che segue le rilevazioni sull’andamento della stagione, precisando che “l’allegagione è avvenuta in anticipo e in condizioni ottimali, mentre la fioritura si è svolta rapidamente e in maniera regolare, grazie alle temperature elevate”. Tra giugno e luglio, caldo persistente e precipitazioni limitate hanno contenuto lo sviluppo dei principali patogeni della vite. Gli attacchi di oidio sui grappoli sono risultati trascurabili, mentre la tignoletta della vite, che nel 2025 aveva creato problemi in alcune aree, ha avuto un’incidenza contenuta.












