Osimo - Si è celebrata di nuovo la tradizione con la Festa del Covo di Campocavallo di Osimo, che quest’anno ha riprodotto con le spighe di grano la Basilica di San Benedetto di Norcia, Patrono d’Europa. Grande partecipazione alla celebrazione liturgica dell'Arcivescovo di Spoleto-Norcia, Sua Eminenza monsignor Renato Boccardo e dell’arcivescovo di Ancona-Osimo monsignor Angelo Spina. E’ stata l’occasione anche per consegnare gli attestati di Maestro del Covo a Paola Ramazzotti e Maria Grazia Coppari, e le Benemerenze che, assieme all’assessore regionale Giacomo Bugaro, la sindaca Michela Glorio ha consegnato a monsignor Renato Boccardo e al sindaco di Norcia Giuliano Boccanera. La Festa del Covo non è però soltanto una ricorrenza religiosa: è il cuore di una tradizione che racconta chi è Osimo. Una festa di ringraziamento alla Madonna Addolorata di Campocavallo, che da quasi novant'anni rinnova il suo messaggio attraverso il dono del Covo, uno straordinario “monumento al grano” realizzato intrecciando con pazienza e maestria milioni di spighe. In serata il bellissimo corteo lungo le vie di Campocavallo con tanti Covi, guidati da quello 2026, con le Confraternite, i gruppi folkloristici e i bambini con i mazzetti di spighe. Ha assunto un significato importante il riconoscimento della Spiga d'Oro conferito quest’anno al Commissario straordinario per la ricostruzione post sisma, il senatore Guido Castelli: un gesto che richiama il valore della rinascita, della resilienza e della capacità dei nostri territori di rialzarsi, di cui la Basilica di Norcia è stata un emblema. Le parole della sindaca: “Portando il saluto dell’Amministrazione comunale, ho voluto ringraziare il Comitato dei Maestri del Covo, i volontari, la Parrocchia, le associazioni, la delegazione giunta da Norcia e tutti coloro che lavorano per mesi affinché questa festa continui a crescere e a rappresentare un'eccellenza della nostra città. Proprio pensando a questa storia ho condiviso la mia soddisfazione per il cantiere che sta prendendo forma proprio per il nuovo Museo del Covo e della Civiltà Contadina. Sarà una casa moderna e accogliente per conservare queste straordinarie opere, raccontarne la storia e trasmettere alle nuove generazioni il valore del lavoro agricolo, dell'ingegno e della cultura contadina che hanno plasmato il nostro territorio”.