Oggi Campocavallo di Osimo è in festa per il Covo. Una tradizione che si rinnova dal 1840 come segno di ringraziamento per il raccolto di grano e festa sentitissima a Osimo tanto che il Comune ha recentemente acquistato all’asta due lotti adiacenti in via Saragat dove realizzare il futuro Museo del Covo e della civiltà contadina.

Quest’anno i mastri hanno riprodotto per la prima volta la basilica di San Benedetto da Norcia. Stamattina alle 11 santa messa di ringraziamento al santuario con l’arcivescovo di Ancona-Osimo monsignor Angelo Spina e l’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo.

A mezzogiorno la sentita cerimonia di consegna degli attestati ai maestri del Covo e alle 18.30 processione con sfilata dei covi delle edizioni precedenti per le vie del paese ed esposizione, per la prima volta appunto, del Covo 2026. Dopo i discorsi celebrativi, la Spiga d’oro 2026 sarà consegnata al senatore Guido Castelli, Commissario del Governo per la Ricostruzione del sisma.

Non mancano gli stand enogastronomici dove gustare i migliori piatti della tradizione marchigiana, i giochi popolari, l’esposizione dei trattori d’epoca, lo spettacolo offerto dai gruppi folkloristici di Montecosaro e di Norcia e la serata danzante per un gran finale. Dall’8 al 31 proprio a Norcia saranno esposto il nuovo Covo e gli altri due delle edizioni precedenti che rappresentavano la basilica di Loreto e quella di San Pietro a Roma, l’anno scorso in trasferta da papa Leone.