Quattrocento miliardi di dollari per ridisegnare la mappa del farmaco globale. AstraZeneca e Bristol Myers Squibb sono al tavolo per una fusione che creerebbe il quarto gruppo farmaceutico al mondo per capitalizzazione. Un’operazione ancora incerta, ma che arriva in un momento non casuale: pochi mesi dopo lo sbarco di AstraZeneca a Wall Street, e mentre a Londra cresce il timore di un altro grande nome britannico in fuga dalla City

Dieci anni dopo aver respinto l’offerta di Pfizer, AstraZeneca torna a essere terreno di un possibile grande matrimonio – stavolta per scelta, non per difesa. Il gruppo anglo-svedese è in trattative con l’americana Bristol Myers Squibb per una fusione che, se andasse in porto, varrebbe quasi 400 miliardi di dollari e creerebbe il quarto colosso farmaceutico al mondo per capitalizzazione. I colloqui, riportati per primi dal Financial Times, sono ancora nella fase preliminare e potrebbero non arrivare a un accordo.

Un’operazione che ridisegna la mappa Big Pharma

AstraZeneca, seconda società quotata più valutata del Regno Unito con una capitalizzazione di circa 264 miliardi di dollari, e Bristol Myers Squibb, che vale circa 133 miliardi, sono in trattative da alcuni mesi secondo quanto riportato dal Financial Times. L’accordo, se concluso, si collocherebbe tra le maggiori operazioni di M&A mai realizzate nel settore farmaceutico, ma le fonti citate dal quotidiano britannico avvertono che i colloqui potrebbero ancora saltare o subire ritardi. Alla notizia, il titolo AstraZeneca ha perso quasi il 7% nelle contrattazioni mattutine a Londra.