In quota anomalie termiche tra +2°C e +4°C: zero termico dalla seconda metà di giugno tra 4.800 e oltre 5.000 metri. Anteprima sull'Adamello della Carovana dei ghiacciai 2026 di Legambiente

Temperature da bollino rosso anche per le alte quote: le Alpi sono sempre più calde e fragili e i ghiacciai fondono a ritmi ormai preoccupanti. Sull’intero arco alpino aumentano le anomalie termiche generalmente comprese tra +2°C e +4°C rispetto alla media climatica 1991-2020 (fonte Copernicus), così come i periodi di siccità e la precocità del caldo estremo, quest’ultimo già evidente dalla seconda metà di maggio. Lo zero termico in quota dalla seconda metà di giugno si è mantenuto frequentemente tra 4.800 e oltre 5.000 metri, favorendo una fusione precoce della neve e condizioni critiche per i ghiacciai alpini e più in generale le vette. Tra quelle più in sofferenza ci sono il Monte Bianco, la Marmolada e l’Adamello sotto costante osservazione.

A dare l'allarme, con un flash mob organizzato sull'Adamello, la Carovana dei ghiacciai di Legambiente che questo weekend, nell’ambito della sua anteprima, ha organizzato insieme al Cai (Club Alpino Italiano), a Cipra Italia (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) e alla Fondazione Glaciologica Italiana, promotori insieme all’associazione ambientalista del 'Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai e delle risorse connesse', e alle oltre 90 sigle, tra rappresentanti di Ong ed enti di ricerca di diversi Paesi Ue che hanno sottoscritto il documento, un’azione comune congiunta e presentato la prima piattaforma politico-culturale nata in Italia per i ghiacciai, le terre emergenti e il futuro delle montagne dal titolo 'Governare le Alpi che cambiano'.