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Il phishing raggire anche l'intelligenza artificiale e la sfrutta per colpire
Barracuda ha osservato un ritorno delle tecniche di camuffamento che ingannano i filtri antispam (anche basati su AI). I kit di phishing si evolvono in piattaforme “as-a-Service”.
Gli attacchi via email nel 2026 sono un mix di vecchio e nuovo, tra revival di tecniche come il text salting ed evoluzioni del phishing rese possibili da una combinazione di cloud, automazione e AI: a dirlo è Barracuda Networks, sulla base delle osservazioni condotte negli ultimi mesi dai propri ricercatori e analisti.
Il text salting è grande ritorno di quest’anno: originariamente sviluppato per aggirare i tradizionali filtri antispam, si tratta di un metodo che prevede di inserire grandi quantità di testo o altri elementi "estranei" all'interno di un'email, per esempio caratteri non visibili, parole spezzate, codice HTML. L’utente non vede questi elementi, che vengono nascosti con trucchi grafici, come l’uso di caratteri bianchi su sfondo bianco. I filtri antispam, invece, leggono questi elementi, che servono a ridurre la concentrazione di termini sospetti e a far passare inosservato il tentativo di frode, che quindi arriva al destinatario. L’inganno funziona anche sui sistemi antispam basati su intelligenza artificiale, che leggono l'intero contenuto delle email, compreso il testo nascosto: i loro algoritmi potrebbero essere spinti a considerare benevoli i messaggi, proprio perché contengono una certa quantità di elementi innocui.






