di Pietro Senaldilunedì 3 agosto 20263' di letturaVeni, vidi e partì per le lunghe ferie d’agosto. Pedro Sanchez ha già passato a Lanzarote quattro volte il tempo speso a Ceuta. Il premier spagnolo resterà sull’isola delle Canarie fino al 24 agosto, a meno che qualche extracomunitario disperato non gli rovini i programmi; d’altronde il turismo è l’architrave dell’economia iberica e il capo del governo forse pensa così di fare la sua parte. Nell’enclave iberica in terra di Marocco, invasa da cinquantamila immigrati clandestini, si era fermato invece solo un pugno d’ore, venerdì scorso, giusto il tempo di una visita al valico di frontiera e di incontrare il governatore e la polizia locale. Già pensava all’isola di sole e fuoco dove ha deciso di svacanzare e a cui è dedicato “El Baifo”, il brano da lui indicato come il preferito nella lista di canzoni che ha suggerito ai suoi connazionali prima di lasciare il continente (a se stesso).Ceuta, una barriera in mare per fermare i migranti: gli estremi rimedi di SanchezLa Spagna, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi, prende provvedimenti. E così, per bloccare gli ingressi nella ...MONARCHIA
Un grattacapo però il premier di certo se lo porterà in ferie dopo questa vicenda. Non sarà la sorte dei clandestini fatti remigrare con le maniere spicce, bensì i rapporti con la monarchia. Già prima della crisi migratoria, quando Sanchez aveva incontrato re Felipe a Palma di Maiorca, le relazioni tra i due non sembravano al loro meglio, almeno stando alle fotografia diffuse dalla Casa Reale, ma non dal governo, nelle quali il primo ministro pareva uno scolaretto a rapporto dal preside. Ceuta naturalmente ha fatto precipitare tutto.I giornali spagnoli di ieri, di destra e sinistra, hanno dato un’interpretazione univoca alle parole del sovrano, che dopo essersi sentito telefonicamente con Pedro-pe, sabato ha espresso la sua «preoccupazione indignazione» per la situazione, chiedendo che non si ripeta. Parole forti, soprattutto in bocca a Felipe, da sempre estremamente compassato, e che sono state interpretate come un severo richiamo istituzionale all’esecutivo. «Con chi è indignato il re?», si chiedono oggi gli opinionisti iberici. Con il Marocco, per aver allentato il controllo alle frontiere e favorito il tentativo di esodo biblico? Più probabile con il governo spagnolo sembrerebbe, visto che l’invasione viene letta da tutti gli osservatori come conseguenza di un errore diplomatico del premier, che ha atteggiamenti ambigui con Rabat, che peraltro considera Ceuta come un proprio territorio indebitamente occupato da Madrid. Giorgia Meloni e il fronte dei 22: a Pedro Sanchez restano solo Macron e PdIl racconto dell’Italia isolata nel duello con la Spagna governata da Pedro Sánchez è finito alle 10...In sintesi, il Marocco si aspetta accordi commerciali, investimenti, trasferimenti tecnologici, infrastrutture dalla Spagna per continuare a svolgere il ruolo di controllore del confine dall’invasione di profughi. Sanchez però nicchia, addirittura assume atteggiamenti ambigui rispetto alle pretese marocchine sul Sahara Occidentale, flirtando con l’Algeria, dove si era recato in visita subito prima della strage, il Paese rivale di Rabat e per questo alleato del Fronte Polisario, i ribelli della zona. Già qualche anno fa, quando Madrid accolse il leader degli autonomisti, Brahim Ghali, per ragioni mediche, il Marocco aveva reagito liberando l’accesso a Ceuta a ottomila clandestini in un giorno.Ceuta, "uomini dei servizi marocchini": dietro l'invasione la mano di Rabat?Dietro all'invasione di Ceuta c'è anche la mano del Marocco? Il sospetto è serpeggiato da subito: ...SPIAGGIA












