“L’Italia è ‘inondata‘ dai migranti, al punto che in varie occasioni noi, il resto dei Paesi europei, abbiamo dovuto accoglierne una parte“. A parlare è il ministro degli Esteri della Spagna Josè Manuel Albares. Si riapre la polemica a distanza tra Roma e Madrid, anche perché il governo italiano non solo è stato il primo a parlare di sospendere gli accordi di Schengen dopo le prime immagini di Ceuta (peraltro quando già decine di migliaia di marocchini in realtà erano stati respinti oltre confine), ma ha utilizzato anche questo episodio per rimettere in agenda a Bruxelles il suo “modello Albania“, cioè i Cpr in territori extra-europei. Albares mette in evidenza l’atteggiamento italiano rispetto a ciò che in questi anni hanno fatto gli altri Stati membri europei e ciò che gli stessi esecutivi italiani hanno sempre chiesto, cioè solidarietà.

Il ministro spagnolo ha parlato in un’intervista alla tv pubblica spagnola Tve. Il giornalista gli aveva chiesto se non ci fosse stata una falla nel dispositivo di intelligence e sicurezza, tale da “perdersi” l’arrivo di 50mila persone, anche con grande tam tam sui social, com’è stato ricostruito più tardi. Albares risponde: “Credo che tutti i ministeri – la diplomazia spagnola, ovviamente, e i canali diplomatici attivi fin dall’inizio, ma tutti i ministeri – abbiano fatto tutto ciò che era in loro potere; tutti hanno fatto la loro parte. Voglio sottolineare il lavoro della polizia, della Guardia Civil e anche dell’Esercito spagnolo, che hanno reso possibile questo risultato: un risultato davvero senza precedenti”. Albares in questo senso rivendica il lavoro: “Piacerebbe a Bruxelles, per esempio a un Paese come l’Italia – che registra il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, il doppio rispetto alla Spagna, e che è stato letteralmente travolto (e continua a esserlo) dai migranti irregolari, al punto che in molte occasioni altri Paesi europei sono dovuti intervenire. La Spagna ha dimostrato solidarietà ricollocando alcuni di quei migranti e risolvendo così la situazione. Tutto ciò sarebbe stato impossibile senza la collaborazione e lo straordinario lavoro della polizia, della Guardia Civil e dell’Esercito. Pertanto, credo che tutti abbiano fatto il possibile fin dal primo minuto”.