MILANO. Oggi alle 15 Milano, e non solo, darà l’ultimo saluto a don Antonio Mazzi con i funerali nella Basilica di Sant'Ambrogio. Funerali che seguono due giorni di camera ardente per salutare quel sacerdote arrivato da Verona che, per 40 anni, ha aiutato tante persone, soprattutto giovani, a uscire dall'abisso della tossicodipendenza. Il fondatore di Exodus se ne è andato nel cuore dell'estate, a 96 anni, in quella che era diventata la sua Milano. Lo ha fatto nella sede centrale della sua Fondazione, la Cascina Molino Torrette, un locus amoenus dalle pareti rosa, circondato dal verde e dai vasi pieni di fiori colorati. È qui, nel nord-est della città, che Mazzi ha iniziato la sua scommessa, quella di strappare dalle dipendenze di eroina e cocaina tanti ragazzi. Il luogo simbolo A distanza di decenni il Parco Lambro è diventato un punto di riferimento di cadute e rinascite. Luogo così fragile, raggiunto spesso dalle esondazioni del fiume Lambro, è solo una delle venti sedi della Fondazione. Da qui Don Mazzi si è messo in cammino e ha aperto venti sedi in tutta Italia, 9 al nord, 5 al centro, 6 al sud. Uno dei motti del sacerdote "ribelle", amante dei ragazzi più difficili perché lui stesso si sentiva così, campeggia in diversi posti della cascina, dedicando il luogo a chi ha «una tremenda voglia di vivere».