di Fausto Cariotilunedì 3 agosto 20263' di letturaAlcune richieste del governo italiano sono pronte da tempo, altre si aggiungeranno. Nella cartella di Matteo Piantedosi non manca materiale per un confronto “approfondito” con i suoi omologhi europei. A partire, a proposito della «solidarietà europea» invocata dalla Spagna, dal ruolo delle Ong con bandiera tedesca, francese e spagnola che sbarcano sistematicamente i migranti in Italia, mai nei loro Paesi di bandiera. Se ne discuterà durante la videoconferenza dei ministri dell’Interno dei Paesi Ue convocata per domani, su iniziativa di Giorgia Meloni e della premier danese Mette Frederiksen, dopo il disastro visto a Ceuta. La scelta dei temi su cui insistere è politica e la regia, ovviamente, sta a Palazzo Chigi. Intanto il governo italiano ha pronte due proposte, preparate da mesi in un lungo percorso europeo.La prima prevede di creare hub nei Paesi terzi, in Africa e altrove, per i migranti da rimpatriare: quelli che hanno ricevuto il decreto definitivo di espulsione e quelli che presentano nuove richieste di asilo per bloccare o ritardare il rimpatrio. Le loro richieste sarebbero esaminate in quei centri, oltre i confini dell’Unione. Il modello è quello dei centri aperti dall’Italia in Albania, ma in questo caso i fondi sarebbero europei. Sarà questo il vero ostacolo da superare per il governo di Roma, che peraltro ha già un’intesa forte con quelli di Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Grecia e Germania.Ceuta, Giorgia Meloni verso il vertice Ue: "Hub come in Albania"L'Italia, al tavolo del Consiglio europeo dei ministri dell'Interno in programma per martedì sul caso Ceu...SEGNALI DA BRUXELLES
Centri di rimpatrio lontani dall'Europa: espulsioni, tra poche ore la Ue al bivio | Libero Quotidiano.it
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