Il progetto del governo israeliano di utilizzare coccodrilli del Nilo come misura di sicurezza attorno al carcere di Ketziot, dove sono detenute persone accusate di terrorismo, è stato temporaneamente bloccato dalla magistratura. Il Tribunale distrettuale di Gerusalemme ha accolto il ricorso di un'associazione animalista, sospendendo il trasferimento dei rettili fino alla decisione definitiva. La vicenda ha acceso un duro scontro tra esigenze di sicurezza, tutela degli animali e rispetto delle procedure amministrative.

Progetto congelato

Il Tribunale distrettuale di Gerusalemme ha ordinato la sospensione del trasferimento dei coccodrilli del Nilo destinati al carcere di Ketziot, nel sud di Israele, fermando temporaneamente uno dei progetti più controversi promossi dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir.

Il provvedimento è arrivato in seguito al ricorso presentato dall'associazione per i diritti degli animali Let the Animals Live, che ha contestato sia la legittimità della riclassificazione dei rettili sia i possibili rischi per il loro benessere.

Il giudice Avraham Rubin ha stabilito che nessun coccodrillo potrà essere trasferito nella struttura penitenziaria fino alla decisione finale del tribunale. Nel frattempo, il ministro della Protezione ambientale Idit Silman, Ben-Gvir e il Servizio carcerario israeliano dovranno presentare le proprie osservazioni entro i termini fissati dalla corte.