Chi quest'estate visita le antiche rovine di Pompei potrebbe imbattersi in uno spettacolo inatteso: imponenti sculture di aragoste che svettano tra ville romane, antiche strade e reperti archeologici.

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Questo intervento surreale, inaugurato la scorsa settimana, fa parte di Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology, la più grande mostra finora dell'artista britannico. In uno dei siti archeologici più celebri al mondo sono esposte oltre 30 sculture monumentali di aragoste, che danno vita a un dialogo insolito tra antichità e cultura pop contemporanea.

Colbert, noto per il suo coloratissimo alter ego The Lobster, si è costruito una fama internazionale rileggendo la storia dell’arte attraverso il linguaggio della pop art. Spesso definito dalla critica l’erede di Andy Warhol, l’artista con base a Londra ha realizzato installazioni pubbliche di grande scala da Londra e Venezia fino a Seul, Singapore e Shanghai. Pompei, però, segna finora la sua occupazione artistica più ambiziosa.

Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology​Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology​