MERANO. Da un incendio scoppiato a oltre 350 chilometri di distanza, a Novara, fino alle conseguenze su Merano. Saranno 203 i dipendenti dello stabilimento Memc di Sinigo che ricorreranno alla cassa integrazione a causa della contrazione dell'attività produttiva. Lo annunciano in una nota congiunta i rappresentanti sindacali Paolo Tondin (Cgil) e Maurizio Tiglieri (Cisl).

L'antefatto

Lunedì 20 luglio è divampato un incendio nello stabilimento Memc Electronic Materials di Novara. L'azienda è il maggiore produttore dell'Unione Europea di wafer di silicio da 200 millimetri e impiega circa 800 dipendenti. Quello piemontese è uno dei due stabilimenti italiani del gruppo ed è strettamente collegato a quello di Merano all'interno della stessa filiera produttiva.

Nel corso di un recente incontro con le rappresentanze sindacali, l'azienda ha comunicato il ricorso alla cassa integrazione, reso necessario proprio dalle conseguenze dell'incendio. «La produzione è stata pesantemente colpita anche a Merano, dove di fatto è stata dimezzata, poiché il cristallo prodotto a Sinigo viene inviato principalmente allo stabilimento di Novara», spiegano Paolo Tondin e Maurizio Tiglieri.

La riduzione dell'attività riguarda il reparto Monocristallo e tutte le lavorazioni collegate. Per questo motivo la cassa integrazione interesserà tutti i 203 lavoratori del reparto, con una riduzione delle ore distribuita a rotazione. Il provvedimento avrà, almeno in questa prima fase, una durata di 13 settimane, dal 6 agosto al 31 ottobre.