La bomba esplosa sabato sera al ristorante italiano Balzi Rossi, nel centro di Mosca, ha aperto un nuovo fronte nella guerra delle narrazioni tra Russia e Ucraina. Mentre gli investigatori russi cercano ancora di chiarire dinamica e responsabilità dell’attacco, l’ambasciata di Mosca a Roma ha già scelto una chiave di lettura: non un’operazione mirata contro esponenti militari russi, ma un attacco ucraino per «intimidire gli italiani che lavorano in Russia».

Una ricostruzione respinta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che l’ha definita «una balla colossale». Al momento non ci sono elementi che colleghino l’esplosione alla comunità italiana in Russia o a un presunto tentativo di colpire cittadini italiani, ha spiegato.

La dinamica dell’attacco sembra invece inserirsi nella lunga serie di operazioni contro figure legate all’apparato militare e propagandistico russo dopo l’invasione dell’Ucraina. L’esplosione ha provocato cinque morti e almeno 19 feriti. Tra le vittime c’è la donna che avrebbe portato l’ordigno, nascosto in un pacco presentato come un regalo. La bomba sarebbe esplosa quando un addetto alla sicurezza ha iniziato a controllarne il contenuto. Non è escluso che sia stata attivata a distanza e che la donna fosse inconsapevole del proprio ruolo.