HomeMassa CarraraCronacaIl futuro degli scalpellini. Dimezzati tra vent’anni: "Ricambio o sarà la fine"La riflessione sulle botteghe del marmo nell’evento di Torano Notte e Giorno "La robotica non è la soluzione. Serve una formazione adeguata per i giovani".Due momenti dell’evento di ToranoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSenza ricambio generazionale non c’è futuro per le botteghe artigiane del marmo. Da qui a 20-30 anni, ottimisticamente, potrebbero più che dimezzarsi, innescando un cambiamento profondo non solo economico, ma anche culturale, turistico e sociale". È la preoccupazione emersa nel corso dell’iniziativa promossa da Torano Notte e Giorno. La rassegna d’arte contemporanea, in programma nel borgo dei cavatori fino al 13 agosto, ha riportato nell’Aia di Gloria il suono degli scalpelli, mettendo a confronto il marmo e la pietra serena, i due materiali prediletti da Michelangelo.

Tra i temi affrontati dal festival, c’è proprio il futuro del mestiere più noto di Carrara: l’arte del marmo. "L’avvento della tecnologia e l’impiego sempre più diffuso dei robot - è la riflessione che fanno a Torano Notte e Giorno -, per quanto sempre più evoluti, non risolveranno il problema. Anzi, rischiano di aggravarlo. Scalpellini, artigiani e maestranze artistiche di Carrara e della Valtiberina condividono la stessa incertezza: chi raccoglierà la nostra eredità? Chi porterà avanti le nostre botteghe?"