Se sei un tipo esitante, indeciso, timido, gentile... oggi non sei nessuno. Sei un invisibile, uno considerato un ectoplasma. Ed è quello che accade a Marcello, incapace di usare l’aggressività come metro di relazione, di esagerare nell’esibizionismo di sé. Delicato, dolce, parla con toni pacati mentre intorno tutti urlano, risponde alle pressioni di amici, colleghi, famigliari con pazienza, disposto alla rinuncia più che all’insistenza. Un po’ meno fantasma è un delicato inno alla marginalità, a chi non sbraita, non pretende, non aggredisce, non ha certezze da sbandierare. Lo hanno scritto Tommaso Cheli e Francesca Sarteanesi (anche regista) per Kronoteatro: un monologo che risuona però di tante voci, come un’amara commedia umana, dove Marcello è un antieroe-eroe in mezzo a personaggi sgradevoli. A interpretare tutti è Tommaso Bianco: vestito con un bizzarro costume da “pennuto”, appariscente, in voluto contrasto col carattere del personaggio, per scelta registica, sta al centro della scena immobile per l’ora e poco più di spettacolo, come in una ossessiva non-azione che chiede molto controllo fisico all’attore (e Bianco ce l’ha). È una scelta espressiva, ovvio, che forse racconta il desiderio di stare fuori dal coro di Marcello, epperò... Dopo il festival Kilowatt di San Sepolcro dove è stato molto applaudito, lo spettacolo sarà a Vercelli il 14 settembre e in autunno di nuovo a Roma e Milano.