Questa è “Non ho capito”, la newsletter di Linkiesta che ogni sabato mattina rimette in ordine la notizia di cui parlano tutti e spiega perché i giornali ne parlano. È curata da Andrea Fioravanti. Se vuoi riceverla due giorni prima della pubblicazione online, puoi iscriverti, cliccando qui.
Qual è la notizia? Tra giovedì 30 e venerdì 31 luglio, oltre 50.000 persone, secondo il ministero dell’Interno spagnolo, sono entrate irregolarmente a Ceuta, la città spagnola situata sulla costa nordafricana e circondata dal Marocco. Gli attraversamenti erano aumentati già nei giorni precedenti, ma dalla metà della giornata di giovedì il flusso è diventato ingestibile e pressoché continuo, proseguendo per tutto il pomeriggio, durante la notte e fino all’alba di venerdì. Le persone sono entrate attraverso i varchi terrestri, scavalcando o forzando le recinzioni e passando dal lato del mare. Una parte ha aggirato l’espigón del Tarajal, la struttura costiera sulla quale è installata la barriera di confine, camminando nell’acqua bassa o nuotando nei tratti più profondi. Almeno settantadue persone sono morte: alcune sono annegate, altre sono rimaste schiacciate nella calca vicino alla barriera. Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha riferito a El País che l’obitorio della città autonoma al momento ospita 88 corpi, alcuni appartengono probabilmente a persone scomparse durante gli attraversamenti a nuoto cominciati più di due settimane prima.










