Ha fatto la storia del Cagliari, arrivando in Sardegna in una squadra appena promossa dalla C1 alla B e guidandola – da leader della difesa – sino alla semifinale di Coppa Uefa, con uno storico gol al Delle Alpi contro la Juventus nei quarti. Aldo Firicano in 7 anni in rossoblù, dal 1989 al 1996, ha collezionato 251 presenze fra A, B e Coppa Italia ed è stato capitano nelle ultime due stagioni, ricevendo la fascia da un’icona come Gianfranco Matteoli. Ora allena, con l’ultima recente esperienza al Tuttocuoio in D, e oltre a dare un giudizio sul Cagliari di oggi si augura di poter – un giorno – avere un’esperienza in panchina nell’Isola.

Firicano, come ha visto il Cagliari nel precampionato?

«Rimangono dei punti fermi molto positivi, a partire dall’allenatore che è un corpo unico con la società. Ma aspettiamo la fine del mercato, che deve ancora decollare: il Cagliari ha perso un giocatore forte come Gaetano, da qui a fine agosto possono succedere ancora tante cose. Le amichevoli lasciano il tempo che trovano, sarà il campionato a dire se la squadra è migliorata o no».

La convince il progetto giovani?

«A Cagliari c’è un contesto che dà la possibilità di crescere, Palestra ne è un esempio. Ho visto che sono stati fatti degli acquisti giovani, alcuni da conoscere, però l’habitat naturale c’è e chi ha un po’ di talento può esprimersi al meglio».