Pisacane batte il Milan e spiega alla sua squadra l’importanza di aver allenato questo Cagliari: “Mi avete fatto diventare allenatore”.
Fabio Pisacane è stato sicuramente l'allenatore rivelazione di questa Serie A 2025/2026 appena conclusa. Determinato e umile si è messo sulla panchina della prima squadra del Cagliari cercando di ricambiare al meglio la fiducia della società. La salvezza è stata raggiunta con una giornata d'anticipo ma in campionato i sardi hanno sempre dimostrato di essere in partita, di giocare a viso aperto contro tutti, dando sempre il 100% in campo, come successo a San Siro. In una serata in cui i sardi non si giocavano nulla se non l'ultima passerella di questa stagione nella prestigiosa Scala del calcio, Pisacane si è tolto la soddisfazione di vincere l'ultima di campionato facendo fuori allo stesso tempo anche il Milan dalla Champions.
Di certo non era sua intenzione non consentire ai rossoneri di partecipare alla competizione dalla coppa con le grandi orecchie, ma ha voluto solo concludere a testa alta mostrando per l'ultima volta in stagione le potenzialità enormi del suo Cagliari. Proprio il club sardo sui social ha pubblicato un video del discorso fatto dall'allenatore negli spogliatoi subito dopo la sfida contro il Milan. Frasi motivazionali e che mostrano tutta la capacità anche comunicativa del tecnico di saper dare fiducia al gruppo: "Oggi non è stata una partita vinta, ma una dichiarazione. La dichiarazione l'avete fatta a tutta l'Italia vincendo qua dove non vincono solo i più forti". Pisacane parla del suo Cagliari come di una squadra capace di poter giocare contro tutti. "Vince chi c'ha anima, coraggio e fame. E non c'è soddisfazione più bella di vedere la nostra ascesa perché questa sera avete dimostrato tanto, anzi troppo – spiega –. Perché intanto avete trovato le motivazioni per rimanere ancora in campana, non è facile. Dopo 1 minuto abbiamo preso gol, dopo 1 minuto. Guardatevi eh". Pisacane preme proprio su questo concetto di gruppo invitando i giocatori a guardarsi l'uno con l'altro quasi a dover prendere consapevolezza della forza di ogni compagno.












