Ernest Hemingway amava molto l’Italia. Fu il Paese in cui conobbe il suo primo grande amore, Agnes von Kurowsky, infermiera della Croce Rossa; in Italia si stavano reclutando autisti di ambulanze per il fronte ed Ernest ne approfittò. La notte dell’8 luglio 1918 fu ferito da schegge di mortaio e perse conoscenza.
Il 15 luglio fu trasferito nel nuovo ospedale della Croce Rossa americana e accudito da una infermiera che gli ispirò il personaggio di Catherine Barkley, la protagonista di Addio alle armi, appunto Agnes: bruna, alta, più grande di lui.
Pare che il loro sia stato un rapporto d’amore platonico perché Agnes riferì in seguito che non avrebbe mai potuto concretizzarlo: non era “quel genere di ragazza”.
Ma Hemingway non sposò Agnes; sposò invece Hadley Richardson, una creatura indulgente e comprensiva che lo accompagnò nel suo soggiorno parigino. La figura di Hadley è legata a un episodio emblematico: poiché stava per raggiungerlo in Svizzera, Hemingway le raccomandò di mettere in valigia le bozze e i manoscritti dei suoi lavori. Fatto sta che la valigia fu rubata alla Gare de Lyon a Parigi, evento che sconvolse lo scrittore e lo fece andare su tutte le furie. Il rapporto con Hadley terminò per la frequentazione della amica di lei, Pauline Pfeiffer, redattrice di Vogue Paris.







