Quando gli Europei di atletica leggera prenderanno il via a Birmingham, il prossimo 10 agosto, sarà passato da poco il quinto anniversario dagli ori di Tokyo 2021. "E' stato lo start del movimento", dice il dt della nazionale azzurra, Antonio La Torre, parlando con l'ANSA, poco dopo aver diramato la lista dei 132 qualificati (è la spedizione più numerosa di sempre), ma a chi pensa alle 24 medaglie di Roma 2024, manda un messaggio chiaro: "Non sarà così". Ciò non toglie che il movimento è in continua crescita.
"E la cifra di questa spedizione fa sì che ci siamo guadagnati il rispetto - prosegue -. Il tema sarà vivere la spedizione, passatemi la battuta, nella 'perfida Albione'. I britannici ci stanno aspettando perché sanno che siamo la nazionale non da battere, ma che può competere con loro".
La sfida, dunque, è lanciata e l'obiettivo è tracciato: "A me piace l'ottimismo del presidente Mei, ma a me basta fare 13, una medaglia in più di Spalato". Per questo il leit motiv di questi giorni che La Torre sta facendo passare in raduno al Cpo Giulio Onesti è sempre lo stesso: "Non montiamoci la testa, ma arriviamo in Inghilterra consapevoli che possiamo guardare tutti negli occhi, senza mai abbassarli". E così ai nastri di partenza ci saranno 132 azzurri. "Tutti qualificati senza alcun regalo - spiega ancora La Torre -. Faccio l'esempio di Anna Musci nel peso che parte con noi perché è rientrata nei parametri anche se sappiamo che non passerà il turno, ma convocarla è una forma di rispetto per chi ha lavorato per guadagnarsi quest'esperienza internazionale. E' importante perché molti di questi 132 ragazzi sono giovani, devono entrare in un contesto internazionale capendo cosa sia la call room, stare al fianco dei campioni, come vivranno attese, ansie e paure. Avendo allargato molto le punte di diamante, tutto questo ti permette di fare un'esperienza incredibile".












